Una recente senta della Cassazione a Sezioni Unite (sentenza n. 18135 del 16 settembre 2015), sembra dare un indirizzo preciso alle diverse letture dottrinali in merito ai piani di ediliziaresidenziale pubblica (Peep), stipulati in base ad una convenzione fra l’impresa costruttrice ed il Comune, ai sensi della legge 865/1971. Secondo tale sentenza, il vincolo del prezzo si estende anche ai successivi venditori e non è solo limitato alla prima compravendita fra cessionario che acquista e impresa costruttrice, in quanto, in base all’art. 31, comma 49 bis, Legge 448/1998, detto vincolo può essere rimosso solo con apposita convenzione in forma pubblica stipulata fra il proprietario ed il Comune, a richiesta del singolo proprietario, previo pagamento di un corrispettivo stabilito dal Comune sulla base di un decreto ministeriale e soggetta a trascrizione. Ne deriva quindi, che in mancanza di apposita convenzione, il vincolo del prezzo segue il bene nelle successive vendite e la previsione di un prezzo superiore, comporta la nullità parziale ex legge del contratto di vendita e la sostituzione automatica del prezzo richiesto con il prezzo determinato dalla legge al fine di non determinare speculazioni.