Un ulteriore sentenza della cassazione del 28 agosto 2015, n. 17268, conferma orientamenti precedenti che ritenevano nulle le delibere condominiali che stabilivano criteri di ripartizioni di spese contrarie alla legge, al regolamento “contrattuale”, o a delibere assunte dalla totalità dei condomini, specificando che l’opposizione contro queste delibere -e ad un eventuale decreto ingiuntivo che ne può derivare- è sempre possibile anche oltre i 30 giorni previsti dal legislatore, in quanto delibere viziate da nullità e non annullabilità. Si riporta la decisione della Cassazione: “in tema di condominio, le delibere relative alla ripartizione delle spese sono nulle, se l’assemblea, esulando dalle proprie attribuzioni, modifica i criteri stabiliti dalla legge o, in via convenzionale, da tutti i condomini (si veda la sentenza della Cassazione del 29.3.2007, n. 7708). (…) è appena il caso di ribadire che il rimedio dell’impugnazione offerto dall’art. 1137 c.c. nei confronti delle deliberazioni assembleari condominiali – e la disciplina relativa, anche in ordine alla decadenza – riguarda unicamente le deliberazioni annullabili e non quelle nulle (Cassazione, sentenza del 10.6.1981, n. 3775).”