E’ stata resa nota, da parte di Eurostat,  la variazione dei prezzi degli immobili residenziali all’ interno del vecchio continente. Rispetto allo stesso periodo del 2014, il primo trimestre del 2015 segna un +0.9 per i paesi dell’Eurozona, mentre nei paesi dell’ UE l’incremento è stato ancora superiore, registrando un +2.5% (ed un +0.6 sul periodo precedente). I rialzi maggiori provengono dall’ Irlanda (+16.8%), Svezia (+11.6%), Ungheria (+9.7%) e Regno Unito (+8.5%), tutti paesi che tendenzialmente stanno proseguendo nella loro scia di rialzi trimestrali. Trimestralmente, rispetto all’ultimo periodo 2014, l’incremento più grande si è registrato in Romania (+4.1%), Svezia (+3.9%), Ungheria (+3.7%) e Danimarca (+3.5%). I decrementi più rilevanti rispetto al primo periodo del 2014 invece si sono avuti in Lettonia (-5.8%), Italia (-3.3%), Francia (-1.6%) e Slovenia (-1.4%). L’Italia, tra i paesi PIGS, è quello che fa più fatica, ed il primo trimestre 2015 si allinea con i decrementi avuti in tutto il 2014. C’è anche da dire che dallo studio prodotto da Eurostat vengono a mancare i dati della Grecia, quindi è esclusa dalla analisi “Pigs” quella che è la situazione attuale più critica. L’andamento generale del livello dei prezzi delle case nel nostro paese, è sempre stato uno degli indicatori più importanti per la valutazione del benessere collettivo. La ripresa economica evidentemente, non ancora ha avuto un risvolto concreto tra la popolazione.